Coltivazione, Le Rose nella Storia

Rosa Pteragonis Cantabrigiensis

Nella prima decade del mese di Aprile le rose dei nostri giardini iniziano il risveglio dopo un lungo letargo: curiosamente questo risveglio ha il colore di un pallido sole di inizio primavera…

Qui nel nostro giardino infatti, non lontano dalla imponente cascata gialla della Rosa Banksiae Lutescens , esplodono i rami fioriti della Rosa Primula che diffonde nell’aria il suo incredibile profumo di incenso.

 

 

 

A pochi passi un’altra meraviglia ci ammalia con i suoi fiori giallo chiaro che sembrano emanare luce ricadendo dai lunghi rami spinosi; è la Rosa Cantabrigiensis o più precisamente R. X Pteragonis Cantabrigiensis, incrocio fra due specie botaniche molto interessanti da cui ha ereditato alcuni fra gli aspetti più caratteristici.

 

Sembra che la rosa abbia avuto origine dall’incontro spontaneo fra la Rosa Hugonis e la Rosa Sericea avvenuto nel giardino botanico dell’Università di Cambrdige; le due rose non solo si trovavano a poca distanza l’una dall’altra ma fiorivano prime tra tutte ad inizio stagione, aumentando la probabilità che api o altri insetti potessero dare luogo all’incrocio tra le due specie. Alcune fonti sostengono che sia stato il Dr. Charles Chamberlain Hurst ad incrociare all’incirca nel 1922 mentre la tesi più plausibile vuole che lo stesso Dr. Hurst abbia effettuato lo stesso incrocio per confermare la discendenza da lui postulata fra le due specie avvenuta in modo del tutto naturale.

 

 

Questa bellissima pianta a fioritura unica primaverile produce fiori semplici a coppa color giallo-crema con evidenti stami dorati ed un profumo dolce e delicato; si susseguono ad ogni internodo per tutta la lunghezza dei suoi rami arcuati e, ricadendo, creano uno spettacolare effetto a fontana. Le foglie ricordano le felci mentre i nuovi germogli sono ricoperti di numerosissime piccole spine di colore rosso sangue intervallate da spine molto grandi dello stesso incredibile colore che si accendo quando osservate controsole, simili a quelle della Rosa Sericea Pteracantha , che lentamente lignificano risultando belle anche in autunno. I fiori in seguito lasciano il posto a numerose bacche di colore rosso vermiglio.

 

La pianta sviluppa dapprima in modo eretto e solo in seguito i rami ricadono creando un bel cespuglio armonioso di dimensione pari a circa 1,5 metri, che possono aumentare fino a 2 metri senza potatura, utile per creare un punto di interesse di sicuro effetto scenografico.

M o N e T

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