Terrazze e Giardini, Coltivazione, Coltivazione delle erbacee perenni

Il Giardino senza irrigazione – dalla teoria alla pratica

Il giardino senza irrigazione non è un giardino senz’acqua e neanche un giardino di cactacee…

può essere un giardino con lo stile che più ci corrisponde nelle linee, nei volumi, dei giochi di ombra e di luce, con accenti romantici fortemente estetici o funzionali, meditativo o ricreativo, insomma un giardino a cui diamo la nostra soggettiva impronta sempre e comunque considerando l’elemento acqua il fulcro  centrante del progetto . Il giardino senza irrigazione non prevede improvvisazione ma metodo, pazienza e lungimiranza, senza togliere bellezza. Al contrario ricambierà in generosità e salute.

Ecco un vademecum suddiviso a capitoli o aree di intervento che ci può aiutare nel mettere in pratica l’idea di giardino sostenibile, a basso impatto ambientale, quindi a bassa richiesta idrica

Il prato: le cose da Non Fare

  • Seminare in primavera/estate
  • Seminare ampie aree a prato
  • Irrigare in modo automatico quotidianamente e per poco tempo
  • (Lo spreco è altissimo; il 70% di acqua si perde in evaporazione e percolazione)
  • Tagliare frequentemente e basso
  • Concimare con prodotti chimici
  • Concimare con il grande caldo (concimare significa stimolare e di conseguenza irrigare di più)

 

Il prato: le cose da Fare

  • Ridurre le superfici a prato privilegiando dove possibile l’utilizzo di arbusti e alberi che creando zone di ombra contribuiranno ad un generale miglioramento ambientale
  • Scegliere miscele di semi resistenti alla siccità come lippia nodiflora, festuca arundinacea e poa
  • Seminare in autunno a ridosso della stagione più umida in modo che le piante abbiano un lungo periodo di acclimatamento e le radici sviluppino più in profondità
  • Limitare il taglio dell’erba tenendo le lame del tagliaerba più alte evitando ingiallimenti all’arrivo del primo vero caldo o al primo blocco dell’impianto idrico
  • Irrigare meno spesso bagnando bene il prato in modo che le radici seguano il percorso dell’acqua andando in profondità (anziché poco tutti i giorni)
  • Concimare con compost solo alla fine dell’inverno
  • Accettare che il prato nel tempo si mescoli con essenze spontanee (un prato vecchio ha una forte autonomia idrica, quindi un grande valore anche se imbastardito. Nel caso di impoverimento sensibile del manto erboso è buona pratica arieggiare, concimare e riseminare in autunno in superficie)
  • Per ampie zone privilegiare il prato fiorito spontaneo (the wild garden) dove una ricca miscellanea di semi andrà a creare stupende fioriture in autunno, primavera ed estate
  • Si tratta di prati spontanei naturali a bassa manutenzione autoregolanti e auto disseminanti popolati da farfalle, bombi e api dove il giardiniere dovrà sfalciare solo 2 volte in un anno a fine della fioritura e dimenticarsi dell’impianto di irrigazione

 

L’aiuola: cose da Non Fare

  • Utilizzare diserbanti chimici per la preparazione della zona da realizzare
  • Concimare e fertilizzare con prodotti chimici e di sintesi a lenta cessione
  • Pacciamare con teli plastificati o tessuto non tessuto derivati dal petrolio e non degradabili
  • Piantare aiuole mono varietali (tutte rose/ortensie/peonie/rododendri ecc)
  • Creare il pronto effetto con un sesto di impianto serrato
  • Piantare aiuole rigide e formali scegliendo piante esotiche di cui non conosciamo le caratteristiche
  • Utilizzare piante ad un unico livello di sviluppo per ampie zone
  • Utilizzare un’irrigazione automatica a pioggia
  • Trattare con fitofarmaci sistemici e non consentiti in agricoltura biologica, su larga scala e a calendario
  • Non usare insetticidi a largo spettro a base di imidalcropid (uccidono anche gli insetti utili)

 

L’aiuola: cose da Fare

  • Diserbare l’area manualmente ripetendo l’operazione più volte. Rigirare le zolle in inverno in modo che la radice delle infestanti scoperte gelino e muoiano.
  • Migliorare la qualità del terreno e concimare con elementi organici naturali (compost, humus di lombrico, stallatico, cornunghia, pollina o con la tecnica del sovescio)
  • Inserire piante di specie botaniche diverse utili al mantenimento della biodiversità e nel rispetto della convivenza delle specie
  • Privilegiare specie autoctone, naturalizzate o varietà idonee all’ambiente e resistenti alla siccità.
  • Privilegiare specie spontanee con fioriture distribuite in modo da attrarre gli insetti impollinatori nelle stagioni e contribuire a creare un ambiente vivo che si autoregolamenta
  • Pacciamare abbondantemente con elementi naturali come cippato di conifere, fibra di cocco, paglia, erba tagliata, lapillo ed eventualmente distribuire una irrigazione con ala gocciolante sottostante la pacciamatura per limitare l’evaporazione dell’acqua
  • Irrigare solo quando necessario evitando sistemi automatici non controllati
  • Trattare solo localmente con prodotti bio, con antagonisti naturali come insetti predatori, trappole e parassitoidi

 

Il giardino per sua stessa natura è creazione e costruzione artificiale dell’uomo, l’accessibilità all’acqua deve essere prevista e organizzata ed è chiaro che non può essere né casuale, né improvvisata. Ecco pochi passi da seguire per evitare sprechi e ottimizzarne l’utilizzo:

Costruzione dove possibile di un bacino esterno di raccolta tipo laghetto

Raccolta di acqua piovana in cisterne interrata o esterne

Raccolta di acque chiare domestiche che defluiscono nel laghetto o nelle cisterne di raccolta

Utilizzo di impianti goccia a goccia per l’alimentazione delle aiuole rigorosamente pacciamati per evitare evaporazione e limitare le infestanti

Rallentare il defluire delle acque in scarpate e pendenze con la costruzione di terrazzamenti e di muri a secco drenanti

Utilizzare tecniche di subirrigazione come ampolle interrate che fungono da serbatoio e alimentano le piante circostanti particolarmente indicate per orti sinergici e coltivazione in contenitori; metodo Slowwater

 

 

 

 

 

 

Il ciclo dell’acqua; circa il 70% è sprecato

tavola realizzata da Giacomo Salizzoni – Ortidipinti firenze

Cecilia Lucchesi – MondoRose e Fiori , Firenze