Letture consigliate

E il giardino creò l’uomo, Jorn de Précy

Un manifesto ribelle e sentimentale per filosofi giardinieri
a cura di Marco Martella
Ponte alle Grazie Editore

Il personaggio: Jorn de Précy, giardiniere filosofo, di origini islandesi ha viaggiato in Europa per stabilirsi in Inghilterra. Personaggio schivo e scostante, timido e talvolta generoso, stringe amicizia con Gertrude Jekill, “la più geniale dei nostri giardinieri e certamente la più artista di essi” e con William Morris padre del movimento Arts and Crafts uno dei primi difensori dell’ambiente  e del paesaggio minacciato dall’industrializzazione.
La sua grande opera è stata la realizzazione del giardino di Greystone nell’Oxfordshire, primo esempio di giardino naturale e selvatico, andato purtroppo perduto dopo la morte di Précy e dell’amato giardiniere Samuel.
Scrivere di “E il giardino creò l’uomo” per me è cosa molto ardua. La sua lettura è elevata, più vicina al cielo che alla terra. Ho letto, riletto, sottolineato, evidenziato frasi e interi paragrafi.

Le sue parole hanno risuonato in me e colpito una sfera sottile e molto intima. La sua visione spirituale della natura e del giardino, la connessione che lui stabilisce con le presenze divine e spirituali  del luogo (genius loci) è potente.

“… perché era in seno alla natura, inquietante, meravigliosa, nutrice, che dall’alba dei tempi l’uomo avvertiva la presenza del divino.”

Non posso stringare questa importante trattato in poche frasi perchè non ho la dote della giornalista che sa cogliere in poche appropriate parole l’essenza di quello di cui si parla. Mi è assai più consono in questo caso riportare citazioni dal libro scritte dallo stesso autore che sono un manifesto di un’idea di giardino rivoluzionaria messa in pratica a Greystone.

” Io non raccomando che una forma di ribellione: il giardinaggio”

“Il giardinaggio è un esercizio spirituale , una maniera di guardare il mondo , di interrogare la natura da vicino.”

“L’operato del giardinere non conosce interruzione tra l’operato della mano, dello spirito e del cuore.”

“Mentre diserba si interroga …s’interroga sulla vita e si lascia interrogare da essa.”

“Il giardinere è un poeta felice, un idealista che per qualche ora al giorno vive immerso nel proprio ideale e senza posa lo trasforma in realtà grazie alla compiacenza della natura.