Le rose nel giardino

Le rose, per il grande assortimento che offrono e le diverse caratteristiche di portamento, si prestano per ogni tipo di utilizzo nel giardino dalle tappezzanti coprisuolo  fino alle maestose rambler passando per tutti gli stadi intermedi di sviluppo.

Quando si scelgono le varietà, considerate sempre altezza e portamento dei rosai da accostare stando ben attenti a mettere le più alte in seconda e terza fila, le più basse in prima fila. Le singole varietà verranno distanziate a 2/3 dello sviluppo massimo raggiunto. Inoltre per ottenere un risultato migliore è consigliabile piantare le singole varietà in gruppi di tre piante così da ottenere effetti densi e vistosi.

Le rose legano elegantemente con tanti arbusti tipici del nostro clima mediterraneo :  lentaggini, allori, cistus, teucrium, mirti, spiree,  piante aromatiche in generale, peonie ma anche con una grande varietà di piante erbacee perenni come verbene, aster, erigeron, coreopsis, delphinium, centranthus, veronica spicata,  anemoni, papaveri e molte altre ecc… ottenendo così bordure dagli effetti cromatici splendidi e da forme uniche e variegate.  

La coltivazione delle rose: istruzioni per l’uso

Esposizione

E’ necessario individuare la giusta collocazione per le rose in giardino.
Per crescere e fiorire, le rose hanno bisogno di almeno 6 ore di esposizione ai raggi solari.

Alcuni gruppi di rose a fioritura unica come le Rose Alba, Galliche, Damascane, Centifolie, ed i rampicanti Rambler, tollerano bene la mezz’ombra.
Ma ci sono anche varietà moderne e rifiorenti come le Ibride di Moscata, che reggono bene la mezzombra.

Esposizione

E’ necessario individuare la giusta collocazione per le rose in giardino.
Per crescere e fiorire, le rose hanno bisogno di almeno 6 ore di esposizione ai raggi solari.

Alcuni gruppi di rose a fioritura unica come le Rose Alba, Galliche, Damascane, Centifolie, ed i rampicanti Rambler, tollerano bene la mezz’ombra.
Ma ci sono anche varietà moderne e rifiorenti come le Ibride di Moscata, che reggono bene la mezzombra.

Resistenza al caldo

Con temperature oltre i 30°, molte rose hanno difficoltà a fiorire, a volte impedendo la formazione del boccio (rami accecati), a volte creando fiori con pochi petali risultato dello stress idrico.
Da Roma in giù con temperature estive molto elevate, le rose potrebbero andare a riposo estivo perdendo le foglie per limitare la traspirazione della pianta.

In queste situazioni, le esposizioni est-sudest risultano migliori di quelle sud-ovest.
Oppure si possono piantare nelle vicinanze di alberi spoglianti per creare situazioni di mezzombra l’estate.

Questo vale a maggior ragione nel caso di piante coltivate in vaso.

Resistenza al caldo

Con temperature oltre i 30°, molte rose hanno difficoltà a fiorire, a volte impedendo la formazione del boccio (rami accecati), a volte creando fiori con pochi petali risultato dello stress idrico.
Da Roma in giù con temperature estive molto elevate, le rose potrebbero andare a riposo estivo perdendo le foglie per limitare la traspirazione della pianta.

In queste situazioni, le esposizioni est-sudest risultano migliori di quelle sud-ovest.
Oppure si possono piantare nelle vicinanze di alberi spoglianti per creare situazioni di mezzombra l’estate.

Questo vale a maggior ragione nel caso di piante coltivate in vaso.

Rusticità

Generalmente le rose non temono temperature rigide invernali, anzi ne hanno bisogno per fermarsi l’inverno e ripartire con vigore a primavera, ripulite da insetti ed altre malattie.

Si trovano esemplari fino a 1500 metri e oltre (minime -25°). In realtà in quelle situazioni estreme, vengono protette dalla neve. E per evitare che si rompano i rami si consiglia di alleggerire i rami più lunghi potandoli a novembre.

Le varietà gialle o arancio che discendono dalla R. Foetida Lutea, varietà botanica proveniente dal medio oriente, sono più sensibili al freddo e difficilmente potranno essere coltivate oltre 800 metri. (minime -15°) a meno che siano in posizioni ben protette dal tramontano.

Le rose che provengono dalla cina meridionale come le Rose Cinesi, le Rose Tea, le Rose Banksiae tendono ad essere semi sempreverdi e a continuare a vegetare anche negli inverni miti. Sono anche loro più delicate al freddo (minime -15°).

Rusticità

Generalmente le rose non temono temperature rigide invernali, anzi ne hanno bisogno per fermarsi l’inverno e ripartire con vigore a primavera, ripulite da insetti ed altre malattie.

Si trovano esemplari fino a 1500 metri e oltre (minime -25°). In realtà in quelle situazioni estreme, vengono protette dalla neve. E per evitare che si rompano i rami si consiglia di alleggerire i rami più lunghi potandoli a novembre.

Le varietà gialle o arancio che discendono dalla R. Foetida Lutea, varietà botanica proveniente dal medio oriente, sono più sensibili al freddo e difficilmente potranno essere coltivate oltre 800 metri. (minime -15°) a meno che siano in posizioni ben protette dal tramontano.

Le rose che provengono dalla cina meridionale come le Rose Cinesi, le Rose Tea, le Rose Banksiae tendono ad essere semi sempreverdi e a continuare a vegetare anche negli inverni miti. Sono anche loro più delicate al freddo (minime -15°).

Terreno

Il terreno per la messa a dimora deve essere ben drenato, neutro, arricchito con terriccio o  torba.

Deve essere nuovo alla coltivazione della rosa poiché le rosacee rilasciando tossine causando stanchezza al terreno. Nel caso si volesse piantare la rosa nel medesimo posto è consigliabile cambiare la terra su almeno 30-40 cm di profondità portando terra nuova di campo.

Terreno

Il terreno per la messa a dimora deve essere ben drenato, neutro, arricchito con terriccio o  torba.

Deve essere nuovo alla coltivazione della rosa poiché le rosacee rilasciando tossine causando stanchezza al terreno. Nel caso si volesse piantare la rosa nel medesimo posto è consigliabile cambiare la terra su almeno 30-40 cm di profondità portando terra nuova di campo.

Piantagione in piena terra

Il periodo migliore per la messa a dimora è l’autunno-inverno. Una buona preparazione del terreno prima dell’impianto sarà ricompensata da rose migliori. E’ consigliabile dissodare il terreno prima di piantare incorporando del materiale organico (es. stallatico maturo, stallatico pellettato circa 1kg. a mq.).

Le rose in vaso si possono piantare in qualsiasi periodo. Effettuare una buca di almeno 40 cm. e mettere una base abbondante di concime naturale maturo e non fresco (2kg di stallatico terricciato, o 500gr. di stallatico pellettato) e ricoprire con uno strato di terriccio in modo che la pianta non sia a contatto diretto con il concime. Diporre la pianta affinché il colletto (punto di innesto) sia leggermente sotto o al pari del terreno. Riempire di terra misto a terriccio intorno alla pianta e ricalzarla.
Annaffiare abbondantemente.

Piantagione in piena terra

Il periodo migliore per la messa a dimora è l’autunno-inverno. Una buona preparazione del terreno prima dell’impianto sarà ricompensata da rose migliori. E’ consigliabile dissodare il terreno prima di piantare incorporando del materiale organico (es. stallatico maturo, stallatico pellettato circa 1kg. a mq.).

Le rose in vaso si possono piantare in qualsiasi periodo. Effettuare una buca di almeno 40 cm. e mettere una base abbondante di concime naturale maturo e non fresco (2kg di stallatico terricciato, o 500gr. di stallatico pellettato) e ricoprire con uno strato di terriccio in modo che la pianta non sia a contatto diretto con il concime. Diporre la pianta affinché il colletto (punto di innesto) sia leggermente sotto o al pari del terreno. Riempire di terra misto a terriccio intorno alla pianta e ricalzarla.
Annaffiare abbondantemente.

Coltivazione di rose in vaso

Disporre una base di argilla espansa o materiale drenante sul fondo del vaso, travasare la pianta con il suo pane di terra e rincalzare con terriccio universale concimato. Si può anche aggiungere argilla espansa al terriccio per un buon drenaggio.

Coltivazione di rose in vaso

Disporre una base di argilla espansa o materiale drenante sul fondo del vaso, travasare la pianta con il suo pane di terra e rincalzare con terriccio universale concimato. Si può anche aggiungere argilla espansa al terriccio per un buon drenaggio.

Pacciamatura

E’ un antichissimo metodo utilizzato, soprattutto per le coltivazioni orticole ma anche per la coltivazione di piante ornamentali da giardino, che permette di mantenere una giusta umidità del terreno e di evitare l’insorgere di erbacce che potrebbero compromettere il buono sviluppo delle rose prendendo il sopravvento su di esse.

Esistono in commercio diverse soluzioni per la pacciamatura, (fibra di cocco biodegradabile, corteccia di pino, cippato di legno), così come si può ricorrere a pacciamature semplici ed economiche, fai da te: posizionare attorno alla pianta uno strato abbondante (5-7 cm) di materiale organico voluminoso come torba, erba tagliata o paglia (senza semi) o foglie.

Pacciamatura

E’ un antichissimo metodo utilizzato, soprattutto per le coltivazioni orticole ma anche per la coltivazione di piante ornamentali da giardino, che permette di mantenere una giusta umidità del terreno e di evitare l’insorgere di erbacce che potrebbero compromettere il buono sviluppo delle rose prendendo il sopravvento su di esse.

Esistono in commercio diverse soluzioni per la pacciamatura, (fibra di cocco biodegradabile, corteccia di pino, cippato di legno), così come si può ricorrere a pacciamature semplici ed economiche, fai da te: posizionare attorno alla pianta uno strato abbondante (5-7 cm) di materiale organico voluminoso come torba, erba tagliata o paglia (senza semi) o foglie.

Concimazione

I momenti determinanti per la concimazione sono:
- a fine inverno dopo aver eseguito le opportune potature
- a fine estate con una piccola quantità (una manciata scarsa).
Il concime va distribuito in superficie incorporandolo nel terreno con una zappa e successivamente annaffiare.

Il concime deve essere equilibrato fra i vari componenti: Azoto (N) Fosforo (P) Potassio (K)
Preferiamo concimi organici come stallatico o cornunghia e utilizziamo l’ Ares NPK, concime biologico, da diversi anni per tutto il vivaio e nei giardini che curiamo.

Concimazione

I momenti determinanti per la concimazione sono:
- a fine inverno dopo aver eseguito le opportune potature
- a fine estate con una piccola quantità (una manciata scarsa).
Il concime va distribuito in superficie incorporandolo nel terreno con una zappa e successivamente annaffiare.

Il concime deve essere equilibrato fra i vari componenti: Azoto (N) Fosforo (P) Potassio (K)
Preferiamo concimi organici come stallatico o cornunghia e utilizziamo l’ Ares NPK, concime biologico, da diversi anni per tutto il vivaio e nei giardini che curiamo.

Annaffiatura

Le radici profonde (fittoni) permettono spesso alle rose di trovare risorse idriche in modo autonomo. Se però la pianta è giovane o appena impiantata va decisamente aiutata con una corretta irrigazione. Meglio rara e abbondante che quotidiana e scarsa. E’ consigliata una annaffiatura dal basso evitando di bagnare le foglie; l’irrigazione a pioggia potrebbe facilitare l’insorgere di malattie fungine derivanti da un clima caldo-umido.

Annaffiatura

Le radici profonde (fittoni) permettono spesso alle rose di trovare risorse idriche in modo autonomo. Se però la pianta è giovane o appena impiantata va decisamente aiutata con una corretta irrigazione. Meglio rara e abbondante che quotidiana e scarsa. E’ consigliata una annaffiatura dal basso evitando di bagnare le foglie; l’irrigazione a pioggia potrebbe facilitare l’insorgere di malattie fungine derivanti da un clima caldo-umido.

Potatura

Questo argomento è piuttosto vasto e delicato e pur basandosi su esperienza ed osservazione si presta a diverse interpretazioni. In questo capitolo non pretendiamo di essere esaurienti, ma di fare attenzione su alcuni punti fondamentali.

Perché potare le nostre piante?
E’ evidente che noi coltiviamo le nostre rose per ricavarne fiori in grande quantità prodotti da piante belle, sane e forti così che ci arrechino piacere alla vista e siano in armonia con le altre piante del nostro giardino.
Con la potatura aiuteremo le rose a mantenersi in salute, a crescere con forma e portamento equilibrati, a stimolare la fioritura.

A grandi linee è importante sapere che:
Le rose moderne rifiorenti hanno bisogno di una potatura annuale drastica che contribuirà a stimolarle molto e quindi a produrre nuovi rami su cui fiorire. Se venisse trascurata, si avranno fiori più piccoli e radi e cespugli intricati.

Le rose a fioritura unica (Rose Antiche in generale) fioriscono sui rami dell’anno precedente che hanno passato l’inverno e quindi potature drastiche andranno a scapito della fioritura. Dovranno essere invece potati i rami centrali e intricati in modo da far circolare l’aria e far penetrare il sole e asportate le gemme apicali potando non oltre a 1/3 del ramo.

Le rose Botaniche non vogliono potatura se non quella di ringiovanimento o per asportare rami centrali affinché assumano quanto più un portamento allargato.

Le Ibridi di Moschata e le Cinesi non vogliono potatura a meno che non debbano essere ringiovanite, in quel caso i getti nuovi che partono dalla base appariranno più facilmente in autunno.

Le tappezzanti a seconda che si voglia ottenere un cespuglio più contenuto o un portamento più allargato e prostrato potremo sia potarle basse che cimarle leggermente in punta.

I rampicanti Climber, tipicamente da parete gradiscono potature anche annuali. Essi devono essere allevati e cresciuti a spalliera, allargando i rami più vigorosi fin dal basso. Quanto più si arcuano i rami tanto più la pianta è densa di vegetazione e ricca di fiori. La verticalità e le altezze si raggiungono col tempo.

Le Noisette, rampicanti di medie proporzioni generalmente rifiorenti, possono essere cresciuti anche più in verticale, poiché si comportano come grandi cespugli frondosi. Gradiscono potature di svecchiamento e di alleggerimento.

I rampicanti a fioritura unica come i Rambler non si potano se non per svecchiarli o contenerli.

Il periodo della potatura è la fine dell’inverno (gennaio-febbraio-marzo a seconda delle altitudini e della stagione). Per approfondire questo argomento consigliamo di seguire i ns. corsi che si tengono presso il vivaio tutti gli anni nel periodo gennaio-febbraio.

Potatura

Questo argomento è piuttosto vasto e delicato e pur basandosi su esperienza ed osservazione si presta a diverse interpretazioni. In questo capitolo non pretendiamo di essere esaurienti, ma di fare attenzione su alcuni punti fondamentali.

Perché potare le nostre piante?
E’ evidente che noi coltiviamo le nostre rose per ricavarne fiori in grande quantità prodotti da piante belle, sane e forti così che ci arrechino piacere alla vista e siano in armonia con le altre piante del nostro giardino.
Con la potatura aiuteremo le rose a mantenersi in salute, a crescere con forma e portamento equilibrati, a stimolare la fioritura.

A grandi linee è importante sapere che:
Le rose moderne rifiorenti hanno bisogno di una potatura annuale drastica che contribuirà a stimolarle molto e quindi a produrre nuovi rami su cui fiorire. Se venisse trascurata, si avranno fiori più piccoli e radi e cespugli intricati.

Le rose a fioritura unica (Rose Antiche in generale) fioriscono sui rami dell’anno precedente che hanno passato l’inverno e quindi potature drastiche andranno a scapito della fioritura. Dovranno essere invece potati i rami centrali e intricati in modo da far circolare l’aria e far penetrare il sole e asportate le gemme apicali potando non oltre a 1/3 del ramo.

Le rose Botaniche non vogliono potatura se non quella di ringiovanimento o per asportare rami centrali affinché assumano quanto più un portamento allargato.

Le Ibridi di Moschata e le Cinesi non vogliono potatura a meno che non debbano essere ringiovanite, in quel caso i getti nuovi che partono dalla base appariranno più facilmente in autunno.

Le tappezzanti a seconda che si voglia ottenere un cespuglio più contenuto o un portamento più allargato e prostrato potremo sia potarle basse che cimarle leggermente in punta.

I rampicanti Climber, tipicamente da parete gradiscono potature anche annuali. Essi devono essere allevati e cresciuti a spalliera, allargando i rami più vigorosi fin dal basso. Quanto più si arcuano i rami tanto più la pianta è densa di vegetazione e ricca di fiori. La verticalità e le altezze si raggiungono col tempo.

Le Noisette, rampicanti di medie proporzioni generalmente rifiorenti, possono essere cresciuti anche più in verticale, poiché si comportano come grandi cespugli frondosi. Gradiscono potature di svecchiamento e di alleggerimento.

I rampicanti a fioritura unica come i Rambler non si potano se non per svecchiarli o contenerli.

Il periodo della potatura è la fine dell’inverno (gennaio-febbraio-marzo a seconda delle altitudini e della stagione). Per approfondire questo argomento consigliamo di seguire i ns. corsi che si tengono presso il vivaio tutti gli anni nel periodo gennaio-febbraio.

Malattie

Pur essendo forti e vigorose anche le rose temono e sono sensibili a diverse malattie. Per le malattie fungine un buon atteggiamento da adottare è la prevenzione.
Per la ticchiolatura e la ruggine suggeriamo l’utilizzo di “prodotti di contatto” a base di rame che rimangono sulla superficie della pianta da somministrare ogni 10 gg da quando le piante entrano in vegetazione dopo l’inverno e da protrarre fino a inizio estate.
Per l’oidio si possono adottare prodotti sistemici più specifici che entrano nel circolo linfatico della pianta che risultano più efficaci nella primavera. Per il periodo estivo è possibile trattare con zolfo.
Per insetti vari (afidi, cocciniglia, ragnetto rosso, farfallina, bruco) non adottare insetticidi preventivi ma solo curativi. E’ possibile tentare anche vie naturali come macerati di ortica, piretro o la lotta integrata (insetti predatori).
Adottare le adeguate precauzioni (guanti, maschera, tuta protettiva).
Anche per questo argomento che è vasto e delicato, organizziamo corsi specifici presso il ns. vivaio.

Malattie

Pur essendo forti e vigorose anche le rose temono e sono sensibili a diverse malattie. Per le malattie fungine un buon atteggiamento da adottare è la prevenzione.
Per la ticchiolatura e la ruggine suggeriamo l’utilizzo di “prodotti di contatto” a base di rame che rimangono sulla superficie della pianta da somministrare ogni 10 gg da quando le piante entrano in vegetazione dopo l’inverno e da protrarre fino a inizio estate.
Per l’oidio si possono adottare prodotti sistemici più specifici che entrano nel circolo linfatico della pianta che risultano più efficaci nella primavera. Per il periodo estivo è possibile trattare con zolfo.
Per insetti vari (afidi, cocciniglia, ragnetto rosso, farfallina, bruco) non adottare insetticidi preventivi ma solo curativi. E’ possibile tentare anche vie naturali come macerati di ortica, piretro o la lotta integrata (insetti predatori).
Adottare le adeguate precauzioni (guanti, maschera, tuta protettiva).
Anche per questo argomento che è vasto e delicato, organizziamo corsi specifici presso il ns. vivaio.